Marco Batazzi_2 - Club dei NatiScalzi

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Sulla neve a piedi scalzi

Gennaio 2005: una nuova esperienza sulla neve


 
Una esperienza da provare e per nulla negativa. Basta avere l'accortezza di regolarsi con attenzione la temperatura del resto del corpo. E' necessario che il corpo sia ben coperto, possibilmente anche con un berretto in testa. La testa è la parte del corpo che disperde la maggior parte del calore e non per nulla il proverbio contadino dice "Freddo ai piedi? Copritevi la testa!"
Scegliete una giornata soleggiata e con temperatura esterna attorno allo zero o di poco superiore e avventuratevi nella neve lasciando le vostre divertenti impronte da Yeti. Noterete che - dopo il primo impatto di freddo intenso - in pochissimo tempo i piedi si regoleranno termicamente e assumeranno il colorito roseo che si vede anche nelle foto. Segno che la circolazione sanguigna sta subendo un benefico rimescolamento e un tonico potenziamento. Continuate almeno per 4 o 5 minuti e poi rimettetevi calze e scarpe. Con un po' di costanza i tempi di "permanenza" si potranno allungare anche di parecchio. Molti barefooters sono in grado di percorrere perfino qualche decina di chilometri e stare nella neve anche 3 o 4 ore senza alcun problema. A patto di stare attenti a diversi fattori. Se la neve è troppo alta e profonda, non solo si raffredda la parte inferiore (suola) del piede, ma anche la parte superiore. Questo accelera la sensazione di freddo e può causare qualche guaio. Infatti se il colore del piede cessa di essere roseo e diventa biancastro urge interrompere l'esperienza perché vuol dire che il freddo sta prendendo il sopravvento.
Rimettere calze e scarpe e riportarsi al caldo.
Eventualmente massaggiare con forza. Le scivolate sulle pozze ghiacciate sono molto divertenti ma espongono la suola del piede a un raffreddamento molto forte (anche perché non c' é il consueto stacco da terra che si attua col passo) e quindi provate pure ma state attenti!







Comunque verificare anche la temperatura esterna dell'aria.
Se nevica o siamo intorno allo 0°C (o al massimo a -1°C) la nostra passeggiata può durare qualche decina di minuti e anche più (secondo l'allenamento e la reazione di ciascuno), ma se le temperature scendono troppo sotto lo zero, oppure c'é anche vento, occhio! Con -4°C non andate oltre i 5-10 minuti, con -6/8°C una passeggiata di 3 minuti è già notevole e con temperature attorno a -10/11°C può essere a rischio anche sporgersi dal portone per buttare la spazzatura nel cassonetto che ci sta di fronte. Le dita dei piedi sono le prime a fornire sintomi di congelamento e se dovessero iniziare a far male è urgente rimetterle in calze calde e scarpe.
Tenete presente che nel metodo di cura dell'Abate Kneipp c'é proprio la passeggiata scalza sulla neve e che in Russia (e anche in Germania) non è raro che una scolaresca di bambini dell'asilo o delle elementari sia portata a spasso (per qualche minuto) scalza nella neve insieme agli insegnanti , un chiaro invito a prendere coscienza del proprio corpo e delle sue reazioni.
Quindi, ragazzi, l'invito è senz'altro a provare e sperimentare... ma non a fare gli eroi o esagerare !
Se proprio avete paura delle temperature troppo basse, sceglietevi una giornata di sole fine inverno, quando le temperature esterne sono abbondantemente sopra lo zero e quasi primaverili e andate a cercare qualche chiazza di neve che si trova ancora in certi versanti poco esposti per fare i vostri tentativi.


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